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venerdì, febbraio 13, 2004
Mano all'agenda Si viene e si va Lettori e lettrici di Squonk, questo è il penultimo post che leggerete chez Splinder. Si cambia, un po' per lo sfizio di avere uno spazio proprio, un po' per la ballerina affidabilità dell'attuale piattaforma, un po' perchè chissà cosa la piattaforma medesima riserva per il futuro. E quindi, si va. Squonk ha iniziato 364 giorni fa, è stato visitato da un numero di persone che, agli occhi e rispetto alle aspettative del suo tenutario, è assolutamente inspiegabile, si trova inserito in una rete di conoscenze, rapporti, amicizie, idee che continuano a dare un senso alla sua esistenza. Squonk, al tempo stesso, vive un momento di fatica palese: ma anche questa, si spera, così com'è venuta se ne andrà. Ecco, sarebbe il momento dei saluti e dei ringraziamenti, ma mi parrebbe pomposo. Ringrazio Splinder, questo sì. Per tutti gli altri, non c'è bisogno di saluti; nel grande condominio della blogosfera Squonk ha solo cambiato piano ed interno. Niente di più. E quindi, arrivederci. signed by Squonk at 13/02/2004 09:47 | commenti (3) giovedì, febbraio 12, 2004 Appello Chiunque, presente ieri sera al Movida, si sia infilato in tasca od in borsa un cd avente a che fare con Fernando Pessoa, sappia che il cd medesimo era destinato in dono ad un noto abitante della blogosfera, la cui presenza immanente aleggiò sugli astanti per l'intera serata. signed by Squonk at 12/02/2004 08:06 | commenti (11) mercoledì, febbraio 11, 2004 Della felice inconsapevolezza E' che oggi sono allegro abbastanza da non averne un vero motivo. Zittialcinema signed by Squonk at 11/02/2004 17:07 | commenti (6) Carta e penna Non so a quanti, tra voi blogger, sia capitato di scrivere sul vostro spazio pubblico qualcosa che non riguardava soltanto voi, ma almeno un'altra persona, una che con il blog non c'entra nulla, una che avrebbe desiderio e diritto di sentirsele dire di persona, quelle cose, o di riceverle, scritte a mano, in una busta ben chiusa. A me è capitato, purtroppo più di una volta. Mi sono autogiustificato raccontandomi che sono le storie piccole a costruire la Storia, quella con la maiuscola, e che non avevo usato nomi e cognomi, ed una serie di altre sciocchezze di questo tipo. Sciocchezze, appunto, soprattutto quando scrivere sul blog non andava in aggiunta, ma in sostituzione delle parole dette fianco a fianco, o scritte con la propria brutta calligrafia. Anche oggi, poco fa, ho avuto questa tentazione forte. Ho resistito, per fortuna. Squonk è un filo più povero (e chissà se è vero, poi), ma non importa, davvero. signed by Squonk at 11/02/2004 13:05 | commenti (15) Non correre, pensa a noi Spirit ha fatto una passeggiata di 23 metri. Repubblica.it signed by Squonk at 11/02/2004 08:58 | commenti (3) E io pago Insomma, cento euro l'anno di canone, e la mattina alle 5.20 mi ritrovo con il monoscopio? Signori della RAI, mi dovete trenta-quaranta centesimi, su questo non c'è dubbio. Per fortuna, alle 6 hanno citofonato i carabinieri, chiamati per il suono di un allarme. Un simpatico diversivo contro la monotonia delle mattine lavorative. signed by Squonk at 11/02/2004 08:01 | commenti (5) martedì, febbraio 10, 2004 Andy Warhol dixit Nel corso dell'ultima settimana ho rilasciato due interviste, e mi è stata dedicata (in coabitazione) una blues song. Insomma, il famoso quarto d'ora di celebrità me lo sono già fumato. signed by Squonk at 10/02/2004 14:16 | commenti (6) lunedì, febbraio 09, 2004 Sincronizziamo gli orologi On air, domani, tra le 15.24 e le 16.18, in streaming audio/video chez www.facoltadifrequenza.it: tutti i colpi di tosse del blog-manager di Squonk. I Blogorroici signed by Squonk at 09/02/2004 13:40 | commenti (7) domenica, febbraio 08, 2004 Pizzaballa, due cilindri e cinque birilli venerdì, febbraio 06, 2004 Let's get the party started Che la scuola milanese del blog, con i suoi stimati annessi e connessi, sia composta in larga misura da scioperati perditempo (quorum ego), è cosa ormai risaputa. Epperò, cosa volete che vi dica: mica mi vergogno. Herzog signed by Squonk at 06/02/2004 09:00 | commenti (7) giovedì, febbraio 05, 2004 L'Ambrogio Ai suoi tempi, l'Ambrogio doveva esser stato un buon giocatore. Nè troppo alto, nè troppo basso, buon tocco, discreto colpitore, capace di uscire dalle buche. Insomma, uno che se la giocava alla pari con molti. Non so che lavoro avesse fatto, l'Ambrogio. Ha la faccia da tranviere, ma per quanto mi riguarda è nato pensionato. E' vedovo, l'Ambrogio, ed i suoi familiari sono i suoi compagni di stecca di ogni giorno, il Gino, il Tito, tutta gente che quando ti vede fare un tiro corto, uno di quelli giocati con il braccino, ti guarda con compassione e butta lì un "magna la micheta, fioeu" che gli spaccheresti la stecca in testa ma sai che hanno ragione. Con il passare del tempo, l'Ambrogio guarda di più e gioca di meno. Ed in tanti lo apprezzano, per questo: dignità, ci vuole, e non bisogna togliere spazio a chi sta meglio di te. Un giorno, l'Ambrogio non si presenta. Passa qualche ora, ed arriva il Gino, con il suo borsello e gli occhi rossi e gonfi. "L'Ambroeus l'è andà". Ma come, cazzo, l'è andà? Eppure. Lo hanno messo nella cassa con la stecca al fianco. I suoi amici giurano che è vero, che da anni diceva che avrebbe voluto così. E lo hanno accontentato. Ciao Ambroeus, ti sia lieve la terra. signed by Squonk at 05/02/2004 12:38 | commenti (5) mercoledì, febbraio 04, 2004 Ruleta Uno dei tre migliori giornalisti sportivi italiani, ed il miglior giocatore di calcio del mondo: la vera bellezza non serve a niente, se non a essere bella. Repubblica.it signed by Squonk at 04/02/2004 13:42 | commenti (7) La candela che si spegne Sei stato bersagliato dalla sorte, S. Fin da piccolo. Eri uno di quei bambini un po' strani, bruttini, di quelli che non sapevano giocare bene a pallone, di quelli senza grandi doti apparenti. Poi, chissà: magari eri capace di sederti al tavolo della cucina del trelocalieservizi di periferia dove abitavi, e fare disegni splendidi che sarebbero finiti nella spazzatura od in fondo ad un cassetto solo pochi minuti dopo. Ti prendevano in giro, quelli della tua età; e noi, un po' più grandi, ti consideravamo persino con fastidio. I bambini, ed i ragazzi, sanno essere crudeli molto più degli adulti, si sa. Ma il peggio non era ancora arrivato: perchè lo scherno ed il fastidio si sarebbero trasformati in indifferenza, e cosa vuoi fare contro l'indifferenza se non cercare - così mi immagino, S. - di tirare avanti giorno dopo giorno cercando di evitare di pensarci troppo sopra? A quindici anni, santodio. E poi. La bottiglia di tua mamma, e l'infarto (o il tumore, e chi lo sa: voci di cortile che riguardano uno di cui non ti importa nulla) di tuo padre. Una moglie all'età di quanto? ventidue, ventitre anni? presa non si sa come, e figlia di un'altra famiglia di quelle che occupano le portinerie delle case popolari, ed un bimbo che mi hanno detto essere bellissimo, ed oggi anche questa ragazza ti si sta spegnendo sotto gli occhi: questione di ore, ho sentito. Io non so, S., come fai ad andare avanti. Non lo so. Non ti incontro per strada da anni, chissà che faccia hai oggi, se hai i capelli lunghi, se porti gli occhiali, se pesi qualche chilo in più. Non riesco nemmeno a ricordare quando è stato che ti ho detto ciao per l'ultima volta, non so nulla di te se non queste poche cose, so che io mi mangio il fegato tutti i giorni e tutte le notti e tu sei lì, vicino alla candela che si spegne, tenendo la mano di tuo figlio. signed by Squonk at 04/02/2004 08:17 | commenti (7) martedì, febbraio 03, 2004 Notizie inutili Si parla di un blograduno a due. Uomini, pare. signed by Squonk at 03/02/2004 16:07 | commenti (8) lunedì, febbraio 02, 2004 Le sorprese della vita Un'amica mi scrive: "ti basisci per troppo poco". Forse, anche se, più passa il tempo e più ho l'impressione di non stupirmi davanti a (quasi) nulla. E comunque. A volte, uno si mette lì e scrive la prima cosa che gli passa per la mente, senza studio, senza riflessione, solo con un'immagine che lo spinge. Niente di cosmico, nessun dialogo sopra i massimi sistemi, nessuna teoria, nessuna analisi, nessun newyorktimes. Ed ecco che ti arrivano messaggi, e commenti che non ti aspetteresti, ti gratti la testa in un misto di soddisfazione e stupore, perchè insomma, l'esser stato davanti alle vetrate di un bar di Via Fiuggi per cinque secondi sembra aver scatenato più reazioni in coloro che ti leggono che non in te stesso. Alla fine, concludi che, almeno finchè tutta questa cosa che chiami blog non è e diventa una professione (e quando mai), allora, insomma, lascia che sia: senza programmare, senza pianificare, buttando lì quello che ti viene per la testa. Meglio che puoi, certo, ma non più di questo. signed by Squonk at 02/02/2004 13:22 | commenti (7) venerdì, gennaio 30, 2004 Tre sponde Se si allontanasse, quella testa di cazzo e la sua sigaretta, che mi va il fumo negli occhi. Quanto sarà distante la biglia? Un metro, ma no, quaranta centimetri, non di più. Peccato quei cinque maledetti birilli, lì in mezzo. Gli omini, li chiamano, e quando li stendi diventano i cadaveri. Li odio e li amo, questi colpi. Tre sponde. Devi calcolare tutto, la forza, il punto di battuta sulla sponda corta, l'effetto ad aprire oppure a chiudere, la posizione del pallino, dove si fermerà la tua biglia dopo aver colpito la biglia avversaria, se mai la colpirà. Ah sì, perchè quella è l'onta massima, mancare la biglia, vorresti che il panno verde ti inghiottisse e non ti buttasse più fuori. Forza, allora, tanto non ho altre possibilità. Mi sdraio sul tavolo, la gamba sinistra quasi completamente distesa sulla sponda del tavolo, la mano sinistra che va ad appoggiarsi sul panno, una piccola montagna formata da indice-medio-anulare-mignolo, ed il pollice opponibile dei primati a fare l'incavo nel quale scorrerà la stecca. Socchiudo gli occhi, prendo la mira, cerco di immaginare che cosa succederà nei prossimi due secondi, se farò il tiro che strappa il cenno di approvazione dei vecchi del tavolo, o se manderò in vacca la partita e la reputazione. Mi viene in mente, scemo che sono, adesso che dovrei essere concentrato, mi viene in mente quel palazzo di Marrakech, dove mi hanno detto che è stata girata la scena dell'ottavina reale di "Io, Chiara e lo Scuro". Cerco di pulire il cervello, di focalizzare lo sguardo solo su quel millimetro che dovrò colpire. Altri due, tre secondi, qualcuno nel frattempo si beve l'ennesimo bianchino della giornata, e tutti hanno vestiti e capelli impregnati di un fumo che non viene via neanche alla terza doccia, e qualche altro riceve una telefonata, eccheccazzo, almeno mettilo con la vibrazione, non rompere i coglioni proprio adesso. Sento il fruscio delle carte del ramino, a dieci metri di distanza, sento il colpo di uno striscio con taglio a tenere dal tavolo a fianco, sento la mano destra un po' troppo rigida, riguardo la biglia e la punta della stecca, tiro indietro il braccio e poi lo muovo in avanti. Se si allontanasse, quella testa di cazzo e la sua sigaretta, che mi va il fumo negli occhi. signed by Squonk at 30/01/2004 13:37 | commenti (14) giovedì, gennaio 29, 2004 Questa poi Se Robbie Williams fosse capace di dire la metà delle cose intelligenti che dice Daniele Silvestri, e fosse capace di scrivere la metà delle belle canzoni che scrive Daniele Silvestri, avrei bisogno solo di due caffè, invece che di quattro, per digerire "Daniele Silvestri è la cosa più vicina a Robbie Williams che abbiamo in Italia". Wittgenstein signed by Squonk at 29/01/2004 16:35 | commenti (14) mercoledì, gennaio 28, 2004 Nostalgia canaglia Basta niente, proprio niente, maledizione, basta il titolo di un post, basta leggere Se-le-bre-scion e sprofondare nei ricordi, e nelle considerazioni da quasi quarantenne quale sei, e dire che no, in Italia nessuno ha suonato meglio, nè prima nè dopo, e provare il desiderio di avere a portata di mano il CD per sentire per la milionesima volta E' festa. signed by Squonk at 28/01/2004 12:12 | commenti (11) C'è post@ per te Devono essere tempi grami, quelli che portano a salutare con contentezza e persino stupore un'e-mail che dice semplicemente "grazie". signed by Squonk at 28/01/2004 11:56 | commenti (5) lunedì, gennaio 26, 2004 74 Auguri, pà. signed by Squonk at 26/01/2004 16:43 | commenti (9) Priorità [Questo è uso privato di strumento pubblico. Però, lo strumento - Splinder permettendo - è "mio". E quindi] Dovrei ringraziare un bel po' di persone, in queste prossime righe; quelle che, leggendo il post traboccante di pathos qualche giorno fa, mi hanno scritto, mi hanno fatto gli auguri, si sono fatte sentire vicine. Ecco, se di quasi un anno di blog rimanesse solo questo, per me sarebbe abbastanza. Comunque, per chiarire: non ho nausea di blog. E' passato il periodo dell'innamoramento da neofita, oggi credo di avere un approccio più disincantato ma anche più consapevole nei confronti dello strumento, che apprezzo come e più di prima. Solo, la vita di ciascuno è un puzzle (letteralmente, un rompicapo) fatto di tessere le cui dimensioni non rimangono fisse nel tempo. Ci son periodi in cui una tessera si allarga, richiede più spazio ed attenzione. E se si vuole venire a capo del puzzle, date le proprie energie e capacità - che non sono infinite: anzi - si deve dedicare meno tempo ed attenzione ad altre tessere. Tutto lì, questione di priorità. Niente di più, niente di meno. PS - Ero davvero intenzionato a smettere, per un po'. I motivi li ho spiegati, spero, qui sopra. Poi, ieri sera, mentre navigavo per tutt'altri motivi, la forza dell'abitudine ed il richiamo della blogosfera mi hanno portato su questo post del Fratello Spiritum. E, dopo un momento di sorpresa, ed uno di commozione (massì), mi son detto che, forse, la lista delle priorità aveva bisogno di un altro ritocco. La voce "blog" poteva salire di una o due posizioni. Insomma, se oggi leggete queste righe, introspettive ed autoreferenziali quant'altre mai, la colpa è del Colonnello. Prendetevela con lui. signed by Squonk at 26/01/2004 09:15 | commenti (19) giovedì, gennaio 22, 2004 Stand-by Gente, questo blog - e soprattutto il suo gestore - si prendono una pausa. Breve, si spera, ma chissà. A presto. signed by Squonk at 22/01/2004 07:53 | commenti (16) mercoledì, gennaio 21, 2004 Confessioni di una finta blogstar La miglior definizione di blogstar continua ad essere quella data da Simona: chi dà luce alla blogosfera tutta. Niente questioni di quantità, perchè - come ognuno sa - la luce la prendiamo da una candela come da una lampadina da 300 watt. Credo, comunque, che questa non sia ancora l'opinione maggioritaria tra blogger e blog-lettori. Blogstar, per molti, è colui o colei che vanta accessi, che è noto, popolare, il cui nome assurge al rango di brand. Il marketer che è in me non prova repulsione per questo comune sentire, anzi. E perciò: cari voi che ogni tanto (non troppo spesso, per la verità) mi date della blogstar senza con questo volermi prendere in giro, sappiate che da queste parti bazzicano ottanta-novanta persone al giorno. Tante, per me, ma certo poche rispetto ad un più comune metro di misura. E quindi, consideratemi semplicemente una candelina, una di quelle da cenetta, oppure da torta di compleanno. Un soffio, e via. Me, I'm just a candle: you can tell me by the way I burn. signed by Squonk at 21/01/2004 10:16 | commenti (20) martedì, gennaio 20, 2004 Lì nel mezzo Di fronte alle questioni televisive, si formano spesso due scuole di pensiero (debole, ça va sans dire): da un lato, coloro che, avendo ormai perso ogni tipo di fiducia tanto nel mezzo quanto nei suoi conducenti, rubricano tutto come un segno della decadenza dei tempi, e si augurano sconquassi capaci di riportare contenitore e contenuto ai bei tempi che furono: nobili, austeri, persino un po' bigotti, certo sempre migliori di quelli odierni, smandrappati quant'altri mai. Dall'altra parte della barricata stanno sia coloro che, attribuendo allo strumento (flat screen, ventinove pollici) virtù taumaturgiche di spiegazione del mondo, considerano l'analisi dei palinsesti l'equivalente di un trattato di sociologia, sia coloro che, fedeli alla tradizione nazionale che ci vuole divisi e contrapposti in fazioni avverse, son ben contenti di poter appendere al balcone un lenzuolo che recita "io sto con Bonolis" ed avere al tempo stesso un argomento di discussione valido quanto le dimissioni di Moratti, da spendere nella propria Camera Cafè. Io, come sempre, tendo a stare nel mezzo: delle risse tra miliardari tendo a fregarmene bellamente, sentendomi quasi insultato tanto da quelli che credo essere i secondi fini delle risse medesime, quanto dallo straordinario spazio a loro dedicato; dall'altro, ho la sensazione (di questo si tratta, non ho ancora letto ponderosi tomi al riguardo) che davvero capire la televisione serva a capire (un po') il mondo, e non mi va di fare lo snob che si ritira sull'Aventino - o a Capalbio, se va ancora di moda. E così, mi trovo a fare il voyeur, a sbirciare qui e là, per non sapere troppo e per evitare di non saperne nulla. Ecco, se qualcuno volesse psicanalizzarmi, oppure semplicemente farmi sapere che sì, siamo in tanti in mezzo al guado (e fors'anche al guano), beh, che si faccia avanti. Grazie. signed by Squonk at 20/01/2004 12:43 | commenti (22) lunedì, gennaio 19, 2004 Piccoli letterati crescono Ed hanno pure un bel blog. Tigro signed by Squonk at 19/01/2004 16:09 | commenti (1) L'erba del vicino è (quasi) sempre più verde In un mondo perfetto, i caucus sarebbero un ottimo modo per capire quale tra i candidati è stato persuasivo. Ma quello che è iniziato come un evento umanizzato e personale, è diventato molto organizzato e professionalizzato. Gary Hart, NYT signed by Squonk at 19/01/2004 14:58 | commenti Desaparecido Oh, ma Pfaal che fine ha fatto? signed by Squonk at 19/01/2004 13:58 | commenti Fede Ma chi si rovina l'esistenza, perché l'Inter non batte l'Empoli, o la Sanfranceschese va in B, più che un eroe, a mi el me par un ciula (mi fa tenerezza, poverino). Vittorio Zucconi, Repubblica.it signed by Squonk at 19/01/2004 10:43 | commenti (6) domenica, gennaio 18, 2004 I classici, in un'altra vita. Forse E' una vita che mi sento consigliare "leggi i classici". Sapete, i russi, i francesi, gli inglesi dell'Ottocento. Dickens, Cechov, e compagnia. Ed è una vita che mi riprometto di farlo, di passare un mesetto in compagnia di "Guerra e pace", o del "Circolo Pickwick". Eppure. Non so, non scatta la molla. E' più forte di me, tra Dostojevski e John Irving scelgo quest'ultimo, senza dubbio e pentimento. Probabilmente mi perdo qualcosa, qualcosa di grande ed importante. Nel frattempo, mi consolo con questi moderni ventenni che scrivono baciati dagli angeli: Dave Eggers, Zadie Smith. Un libro bello è un libro bello: non potrò leggere tutto, certo. Ma non sto perdendo tempo, e questo mi consola. signed by Squonk at 18/01/2004 21:02 | commenti (14) |
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